
Diceva di amare, ma il suo amore era pieno di aspettative.
Sembrava attenta, premurosa, generosa…
Ma ogni gesto portava con sé un “se”: ”Se lui cambiasse… se lei fosse diversa… allora potrei essere felice.”
Ogni parola diventava un’attesa.
Ogni azione, una prova da superare.
E niente bastava mai davvero.
Era cresciuta credendo che l’amore si dovesse guadagnare: essere brava, non deludere, compiacere.
Così da adulta sorrideva quando avrebbe voluto piangere, diceva “sì” quando dentro urlava “no”.
Si adattava, si sacrificava, si annullava.
Pur di ottenere qualcosa che nessuno, fino ad allora, le aveva saputo dare.
Ma quell’amore che cercava fuori non sarebbe mai bastato, finché dentro restava quel vuoto.
Per troppo tempo aveva confuso l’amore con il bisogno, la presenza con il sacrificio, l’affetto con l’approvazione.
Solo quando ha iniziato a guardarsi con onestà, a sentire il dolore senza giudicarlo, ha compreso che il primo passo non era chiedere di essere amata, ma imparare ad amarsi in modo nuovo, senza condizioni.
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E tu? Riesci ad amare te stesso come vorresti essere amato?
Con dolcezza, senza giudizio, con rispetto dei tuoi bisogni?
Prenditi il tempo di ascoltarti.
Perché guarire, spesso, comincia da lì.
